Akai Mpk Mini Mk3 vs Arturia Minilab Mk2: la sfida fra i migliori controller MIDI più venduti

Ott 16, 2020Recensioni

Cari amici di Federiplay, ben ritrovati nella rubrica in cui si sfideranno, senza esclusione di colpi, due attrezzature, fra le più vendute per Home Recording. Stiamo parlando di due entry level, fra i controller MIDI universali USB più popolari, che rappresentano uno dei punti di partenza maggiormente usati quando si inizia ad allestire uno studio di registrazione casalingo. La sfida Akai Mpk Mini Mk3 vs Arturia Minilab Mk2, riguarda le tastiere MIDI  a 25 tasti, piccole e pratiche, che, molto spesso, sono il centro embrionale del tuo approccio di produzione musicale, in quanto vi permetteranno di comporre melodie e ritmi, controllando il piano roll della DAW di riferimento, assegnandovi funzioni, effetti ed automazioni personalizzabili secondo il vostro gusto, anche tramite l’ausilio di VST plugins.

Per una disamina più vasta sui controller MIDI, vi consigliamo di dare un’occhiata alla guida de “I migliori controller MIDI per registrazione” che trovate qui.

Mentre se volete sapere quali sono i “5 VST indispensabili” che potrete gestire con il vostro controller MIDI, vi invitiamo a leggere questo articolo.

Quale controller MIDI universale sarà premiato dalla redazione come leader indiscusso delle mini keybords a 25 tasti? Presentiamo gli sfidanti.

Nel lato sinistro del ring, troviamo il primo contendente, l’Akai Mpk Mini Mk3, la tastiera MIDI a 25 tasti, recentemente aggiornata (la vecchie versioni sono la fortunata Akai Mpk Mini MkII e l’Akai Mpk Mini Play) dalla casa giapponese, un gioiellino che si trova anche nei setup di Home Recording più minimalisti ed essenziali, attrezzatura onnipresente nelle postazioni di compositori, beatmaker, dj e musicisti in generale. 

Nel lato destro del ring, troviamo il secondo contendente, l’Arturia Minilab Mk2, la tastiera MIDI a 25 tasti, prodotto fra i più versatili ed accattivanti della casa francese, famosa per aver proposto, oltre a questa attrezzatura, una linea di controller MIDI, drum machines, step sequencers e sintetizzatori in grado di porsi, nel mercato, come un’iniziativa originale e trasversale, proprio per la capacità di distinguersi e di inserire quel quid in più, che raramente scade in un clichè o in modelli già visti e rivisti nel mercato e nei vari e-commerce della rete.

Diamo inizio alla sfida e che vinca il migliore!

Akai Mpk Mini Mk3Arturia Minilab Mk2

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Dimensioni31,8 x 18,1 x 4,4 cm35.56 x 22.86 x 3.81 cm 
Peso0,75 kg1,45 kg
ColoreDisponibile in diverse colorazioni: Standard, Bianco, NeroBianco Standard
TastiAkai 25 key notesArturia 25 key notes
Drum pad8 drum-pad retroilluminati8 drum-pad retroilluminati con colori intercambiabili
Knobs o manopole8 manopole rotabili all’infinito a 360°16 manopole rotabili all’infinito a 360°
Mod&PitchLevetta joystick X-Y configurabile in 3 modalità2 intuitive strisce touch sensibili
Arpeggiatore

Note repeat

Mini-schermo a Led

Porta USB

Input Jack 1/4” 6,35 mm per sustain pedal footswitch

AlimentazioneUSB poweredUSB powered
PrezzoPrezzo Akai Mpk Mini MkIIIPrezzo Arturia Minilab MkII

Design

Il design dei due tastierini è molto ben curato e, anche se fra i due modelli ci sono profonde diversità soprattutto riguardanti lo stile, si può affermare che entrambi i prodotti ci soddisfano.

L’Akai Mpk Mini Mk3 cerca di accontentare un pò tutti, proponendo tre varianti di colorazioni, molto belle e moderne. Nella versione standard, la casa giapponese ammicca al musicista più tradizionalista che vuole sperimentare nuovi orizzonti sonori senza discostarsi troppo dalla consuetudine. La versione bianca è pensata per chi vede il mondo sottosopra, troverete infatti i tasti delle note in nero e i diesis in bianco, esattamente invertiti rispetto all’approccio classico. La versione nera invece è per un attitudine dark, o se volete dare un tocco personale, al vostro studio, con questa versione total black.  Sia le dimensioni che il peso rendono questo prodotto piccolo e leggero, davvero adatto alla portabilità: lo si può mettere in uno zainetto senza essere troppo ingombrante ed occupare spazio eccessivo. La qualità costruttiva è, tuttavia, il punto debole di questo prodotto, eccessivamente plasticoso nei materiali, anche se tutto sommato nel complesso, abbastanza solido.

L’Arturia Minilab Mk2 propone una soluzione più elegante e, disponibile in un’unica colorazione ovvero quella bianca. Richiama lo stile di un sintetizzatore vintage con delle commistioni moderne e snelle di classe che lo rendono molto piacevole anche alla vista. Molto bello il logo stilizzato che si trova sul retro che lo rende immediatamente riconoscibile. Le dimensioni e il peso sono il punto debole di questo prodotto che sicuramente perde qualcosa in termini di portabilità. Tuttavia la qualità costruttiva è decisamente migliore rispetto al suo diretto sfidante, infatti il controller è molto solido e robusto anche grazie alla base che è interamente di alluminio. Belle anche le finiture in finto legno nei lati.

Funzioni e pulsanti

Entrambi le mini keyboards propongono diverse funzionalità integrate all’interno dell’attrezzatura con gli immancabili drum pads, le manopole e le diversa modificabilità di pitch&mod. Oltretutto, insieme a queste integrazioni, esse permettono di poter scaricare, registrando il prodotto nel sito ufficiale dei marchi, DAW, VST e librerie di loop&samples che arricchiscono l’offerta per poter utilizzare al meglio le potenzialità espressive del vostro controller MIDI.

L’Akai Mpk Mini Mk3, nella sua versione recentemente aggiornata, oltre ad ottimizzare le manopole certamente migliorate rispetto la precedente versione, ha inserito un piccolo schermo LED che aiuta ad utilizzare, in maniera più intuitiva, la mediazione col computer e questo è sicuramente un gran passo in avanti che implementa l’indipendenza e la versatilità del prodotto. I caratteristici drum pads retroilluminati AKAI sono uno dei punti di forza del prodotto, già dalle precedenti versioni, comodi, robusti e sensibili per poter inserire una traccia ritmica alle melodie create con la tastiera. I drum pads sono 8 esattamente come quelli dell’Arturia, ma di certo, nella collocazione dello spazio sono molto intuitivi per un beatmaking agile e snello che richiama lo stile del MPC, altro prodotto classico per i beatmaker, soprattutto in ambito hip-hop old school ma anche per le nuove frontiere della trap e altri generi in voga. I knobs sono stati migliorati e possono essere girati all’infinito a 360°. Anche il tipico joystick che controlla il pitch&mod è praticamente invariato dalle precedenti versioni e sicuramente è una proposta trasversale che si differenzia dagli altri prodotti che propongono la classica rondellina oppure, come nel caso del diretto contendente, delle strisce touch. Vengono riproposte anche le funzioni di akai mpk mini arpeggiator e note repeat.

L’Arturia Minilab Mk2 offre meno funzioni e soluzioni di integrazione rispetto all’AKAI però rimane coerente con la proposta alternativa della linea Arturia. I drum pads sono disposti in maniera orizzontale nello spazio (quelli della AKAI sono disposti in due file quasi a comporre un rettangolo) componendo una linea di pads retroilluminati a cui possiamo assegnare diversi colori cliccando il pulsante che li attiva: bella scelta di design ma, a qualcuno, la posizione dei pads potrebbe risultare poco congeniale per il beatmaking; questo, comunque, è un giudizio di valore che dipende dal proprio approccio con l’attrezzatura. I knobs sono rotabili a 360° e sono 16, il doppio esatto delle manopole che offre AKAI, il che permette di avere più spazio per le assegnazioni di automazioni ecc… Le due strisce touch sensibili che gestiscono il pitch&mod, invece, danno la sensazione di plasmare le modulazioni con personalità e gusto e ci fanno propendere verso questo tipo di espressione più sensibile rispetto al joystick della AKAI, forse un pò limitante. Mancano, qui, le funzioni di arpeggiatore e note repeat.

Packaging

Il packaging dell’Akai Mpk Mini Mk3 è ben curato benchè all’interno sia minimalista. Il pacco solido presenta all’esterno e sul retro tutte le informazioni sulle componenti e sulle istruzioni basilari, ricordando al cliente di dover registrare il prodotto sul sito per scaricare programmi, funzionalità e l’indispensabile MIDI editor per poter far interagire la tastiera col computer e la DAW. Al suo interno troviamo il tastierino bloccato da due rivestimenti in polisterolo che immobilizzano l’apparecchio per evitare urti e danneggiamenti durante il trasporto. Troviamo il manuale d’istruzioni e il cavo USB 2.0 per collegare la tastiera al computer. Una volta registrato il prodotto sul sito ufficiale, sarete in grado di scaricare e installare i seguenti programmi: i VSTi Hybrid 3, Mini Grand e Velvet, le app e software akai MPC beats e la fondamentale MPK Editor, oltre a 2Gb di campioni fra loop, samples e producer kit akaipro mpk mini. 

Il packaging dell’Arturia Minilab Mk2è ben curato e molto simile a quello dell’Akai. Anch’esso robusto presenta sul retro tutte le informazioni sulle componenti e sulle integrazioni dei programmi scaricabili sul sito ufficiale. Al suo interno, troviamo la tastiera bloccata da due rivestimenti in gommapiuma e il cavetto USB 2.0; sotto il manuale d’istruzioni. Una volta registrato il prodotto sul sito ufficiale, potrete scaricare la DAW Ableton Live nella versione Lite, il bellissimo software e parco di strumenti VST,  Analog Lab e l’emulatore UVI Grand Piano Model D.

Suonabilità

La suonabilità è un aspetto da non trascurare e una delle cose a cui si deve obbligatoriamente attenzionare prima di comprare l’uno o l’altro controller.

L’Akai Mpk Mini Mk3 deve trovare un compromesso con la portabilità e quindi deve, obbligatoriamente, fare i conti con uno spazio limitato a causa delle sue dimensioni ridotte. I tasti tuttavia sono comodi e la sua piccola dimensione non fa rimpiangere il tipo di suonabilità del prodotto anche se, a volte, i suoi tasti possono apparire leggermente rigidi al tatto.

L’Arturia Minilab Mk2, invece, può contare su uno spazio più ampio e quindi ha puntato gran parte dei suoi sforzi su una suonabilità davvero perfetta. Basti pensare che il tipo di tasti, più ampi e più lunghi rispetto al suo diretto sfidante, è pressocchè identica alla Arturia Keystep PRO, un prodotto di fascia decisamente maggiore e, questo è un punto a suo favore. L’Arturia, in questo

caso, ha curato ogni minimo dettaglio in maniera impeccabile. 

In conclusione

A conti fatti, possiamo riassumere questa sfida Akai Mpk Mini Mk3 vs Arturia Minilab Mk2 così:

  • l’Akai Mpk Mini Mk3 a 25 tasti è una tastiera MIDI moderna, portatile e completa di funzioni che, nessun altra tastiera entry level, riesce a fornire. Il suo design particolare, fresco e moderno non stride con la possibilità di una suonabilità agile e allo stesso tempo maneggevole adatta a essere trasportata ovunque vogliate.
  • L’Arturia Minilab Mk2 a 25 tasti è una tastiera MIDI elegante, stilosa e fedele alla linea originale e unica della casa francese. Leggermente più ingombrante, guadagna, però, in termini di suonabilità, coi suoi tasti comodi e sensibili. La tastiera non sfigura nemmeno con prodotti di fascia più alta.

La sfida termina qui e, come al solito, non è facile decretare un vincitore. Cercheremo di dare un voto da uno a dieci per ogni aspetto che abbiamo analizzato, aggiungendo la variabile importante della qualità/prezzo.

Chi vincerà la sfida? Andiamo ai voti.

Akai Mpk Mini Mk3Arturia Minilab Mk2
Qualità/Prezzo8 su 108 su 10
Design8 su 108 su 10
Funzioni e pulsanti10 su 107 su 10
Packaging9 su 109 su 10
Suonabilità8 su 1010 su 10
TOTALE4342

Abbiamo un vincitore! Si aggiudica, per un soffio, il premio per il miglior controller MIDI portatile l’Akai Mpk Mini Mk3.

Anche per oggi la nostra rubrica sullo scontro fra le attrezzature per Home Recording più vendute volge al termine, vi invitiamo a seguire i prossimi articoli e le nostre pagine social Facebook e Instagram. Al prossimo appuntamento e buona musica!

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