Guida all’Home Recording: componenti fondamentali per creare la tua postazione di registrazione per voce e musica

Set 11, 2020Produzione Musicale

Cari amici di Federiplay, ben trovati nel nostro nuovo spazio di utilità sull’Home Recording. In questa rubrica vi guideremo, praticamente da zero, nella formazione del vostro studio musicale casalingo, uno studio di registrazione fai da te, consigliandovi gradualmente su come conseguire brevemente dei risultati senza perdere la pazienza su procedimenti macchinosi e lunghi. Iniziamo a muovere i primi passi sulla creazione di un setup per la registrazione, e per fare ciò, dobbiamo chiarire quali sono le componenti di cui non puoi fare a meno. Se vuoi iniziare a sentire le tue produzioni musicali e a dare sfogo alla tua fantasia e creatività, ma non sai come mettere in pratica le tue idee e non vuoi perdere tempo a fare prove su come collegare la strumentazione che hai a disposizione, ti basta leggere questa guida basilare per poterti mettere subito al lavoro. Se sei un appassionato di Home Recording, probabilmente queste cose le sai già, ma una buona lettura può sempre esserti d’aiuto.

Analogico o Digitale?

Nell’ambito della produzione e registrazione musicale, è molto frequente che si senta parlare di due modalità molto differenti che per anni hanno convissuto e continuano a convivere anche in tempi recenti: il mondo analogico e quello digitale. É meglio uno studio analogico o digitale? Un dualismo topico, per gli appassionati, che ha sempre diviso il pubblico fra i più tradizionalisti, fautori più puri di un approccio analogico e, i più progressisti, coloro i quali prediligono il digitale. É vero che il suono analogico è più “caldo”,  al contrario quello digitale è più distaccato e “freddo”? Come al solito, non esiste una verità oggettiva, ma tutto dipende dall’approccio, quest’ultimo condizionato, proprio perché il fine ultimo è il tipo di sound che vogliamo sentire dai nostri mix, da un ascolto attento. Tuttavia ci sono alcuni dati di fatto: l’approccio analogico sicuramente ha una resa sonora qualitativa superba, ma in termini di spesa e di spazio, prevede degli sforzi ed è talmente dispendioso che solo chi dispone di grandi risorse può permettersi di allestire uno studio analogico puro, può essere anche controproducente perché le innovazioni arrivano dal mondo digitale. Al contrario, il digitale è molto più comodo e pratico perché permette, con una spesa irrisoria e senza l’utilizzo di macchinari ingombranti, di raggiungere un risultato in termini sonori molto competitivo con l’analogico. Se, per anni, l’approccio analogico ha goduto di una posizione di dominio su quello digitale, oggi, possiamo tranquillamente dire che questa posizione si è invertita a favore del digitale perché essa è riuscita a colmare progressivamente quelle differenze che, in anni precedenti, indirizzavano il musicista all’approccio analogico, soprattutto in termini di qualità del suono. Anche grazie ai plugins VST (di cui parleremo più avanti), è possibile trovare, con un costo irrilevante o addirittura a spesa zero, degli emulatori di apparecchi analogici che, al contrario, sarebbero valsi uno sforzo economico e avrebbero, tra le altre cose, occupato dello spazio che può tornarti utile nello studio di registrazione in casa. Ad esempio, puoi trovare degli emulatori di compressori o equalizzatori che ti garantiscono comunque un’ottima resa sonora, tanto da portarci a considerare i due approcci come equivalenti, superando un po’ tutti i pregiudizi che, per anni, hanno alimentato il dibattito fra i due mondi.

Per una questione di costi e di praticità e comodità, ci sentiamo di consigliare a un neofita, un approccio digitale, anche se, per chi vuole dedicarsi alla registrazione professionale, un approccio ibrido fra i due mondi è forse la scelta migliore.

Quali sono le componenti essenziali per creare un setup di uno studio di registrazione casalingo?

  1. Computer con software  
  2. Interfaccia Audio o Mixer
  3. Cuffie o monitor
  4. Microfono/i
  5. Strumenti musicali (acustici o elettrici)
  6. Controller MIDI
  7. VST Plugins

Ma analizziamo nel dettaglio le caratteristiche che devono avere queste componenti, per soddisfare al meglio, le pretese di chi vuole modellare il suono in sede mix/master in maniera ottimale, senza troppi contrattempi.

Computer con software

Il computer è il centro di controllo.  Da lì gestisci gli strumenti, modifichi il suono e dai forma alle tue idee. Se devi controllare tanti strumenti e utilizzare vst plugins instruments (una variante dei vst più classici che serve ad emulare molti strumenti come il piano, la batteria, i synth ecc..) molto pesanti, ti consigliamo di partire con un computer con buone caratteristiche tecniche con minimo 8Gb di RAM (la RAM è molto importante per far girare bene il vostro computer, quindi più Gb ha il vostro PC, meno fatica farà a gestire strumenti e vst) e con un processore i5 o i7, ancora meglio se dispone di un SSD (l’unità di memoria a stato solido alleggerisce il computer). Per farlo è necessario l’aiuto di un software o DAW, l’acronimo di Digital Audio Workstation, un programma con cui puoi gestire il tuo mix. In realtà ce ne sono diversi, sia per Windows che per OSX, fra i più famosi citiamo Ableton Live, FL Studio, Logic Pro, Studio One, Cubase, Reaper, Garage Band, Pro Tools e molti altri. La scelta della DAW più adeguata dipende dalla praticità del tutto soggettiva che ne scaturisce dall’utilizzo; quindi vi consigliamo di scegliere il software con il quale vi sentite a vostro agio e che vi permette di dare forma alle idee, in modo più agile possibile. 

Il nostro consiglio

Interfaccia audio o mixer

Insieme al computer, rappresentano il cuore pulsante della tua produzione. La scheda audio trasforma il segnale da analogico a digitale e collega il computer con tutti gli altri componenti del tuo mix. La possiamo collegare al computer tramite USB o thunderbolt, nel caso di una scheda audio esterna, in caso contrario, la troviamo integrata al PC. L’interfaccia audio ha degli input a cui si collegano i vari strumenti, un’entrata per le cuffie, gli output per collegare i monitor o le casse. Oppure puoi scegliere di collegare il tuo computer e i tuoi strumenti a un mixer da studio di registrazione digitale. É davvero sconsigliato utilizzare mixer e scheda audio contemporaneamente.

Il nostro consiglio

Cuffie o monitor

Puoi ascoltare il mix collegando le cuffie (vi rimandiamo all’articolo sulle Migliori cuffie da studio), per un approccio più intimista, o i monitor, per ricreare al meglio la struttura di uno studio di registrazione, rispettando l’acustica del luogo che hai scelto per allestirlo, solitamente prendendo informazioni su come insonorizzare uno studio di registrazione. Sia nell’interfaccia audio, che nel mixer, troviamo uno o più outputs dedicati alle cuffie e ai monitor.

Il nostro consiglio

Microfono

Un discorso a parte va fatto per ciò che riguarda i microfoni (vi rimandiamo all’articolo sui Miglior Microfono a Condensatore Per Voce ) che rappresentano una componente importante per la produzione musicale del tuo home recording studio. Puoi scegliere di registrare la voce e quindi utilizzare il microfono in presa diretta oppure di registrare i tuoi strumenti acustici e, quindi, utilizzare il microfono come tramite per digitalizzare il suono degli strumenti che non puoi collegare direttamente alla interfaccia audio o al mixer. Ci sono, ovviamente, tanti programmi per registrare la voce e puoi farlo agevolmente anche all’interno della tua DAW. Sia la scheda audio che il mixer hanno degli inputs dedicati al microfono e solitamente supportano l’alimentazione a 48V phantom necessaria ai microfoni a condensatore.

Il nostro consiglio

Strumenti musicali (acustici o elettrici)

Se devi collegare uno strumento elettrico per registrarlo, puoi collegarlo direttamente a uno degli input della scheda audio o del mixer e far passare il segnale direttamente al tuo computer. Se invece devi registrare degli strumenti acustici (chitarra acustica, set di percussioni o batteria ecc…) ti servono dei microfoni per captare il segnale e mandare la tua registrazione al software di controllo.

Controller MIDI

I controller MIDI sono degli strumenti fisici che possono svolgere diverse funzioni. Nei vari marketplace troviamo tantissimi modelli (come tastierini MIDI, pad per beats e loop, controller per DAW dedicati ecc…) e questi particolari dispositivi comunicano (in genere tramite USB) con il computer attraverso il linguaggio MIDI. A differenza degli strumenti musicali veri e propri, i controller MIDI riescono a produrre suoni solamente grazie alla mediazione del software e dei VST, senza di questi, infatti, ci troveremo di fronte a uno strumento muto. Grazie all’utilizzo dei suddetti possiamo dare al suono le sfumature più diverse provando ad assegnare al linguaggio MIDI, le caratteristiche del suono a cui più ci vogliamo avvicinare. 

VST plugins

A differenza dei controller MIDI, i quali comunque prevedono un supporto fisico, i VST plugins sono delle applicazioni che possiamo inglobare nel nostro software/sequencer o DAW e, quindi, non hanno una vera e propria collocazione fisica all’interno del nostro studio, ma le troviamo solamente nel nostro PC in forma di applicazione. I VST possono essere utili sia in sede mix che nella post-produzione sonora (ad esempio troviamo mixer virtuale, EQ, filtri, riverberi, delay, compressori ecc..) oppure possono fungere da strumenti musicali veri e propri: i VSTi (la i sta per instruments) sono degli emulatori di strumenti acustici o analogici ma anche digitali e elettrici che possono essere utili a colmare la strumentazione fisica mancante nello studio di registrazione. Troviamo vari VSTi che possono emulare diversi strumenti: piano, chitarra elettrica o acustica, il basso, la batteria, i sintetizzatori, drum machine e chi più ne ha più ne metta.

In conclusione

Abbiamo elencato le componenti che troviamo nella maggior parte degli studi di registrazione per Home Recording, per avere una visuale completa dell’argomento, ma potresti non avere bisogno di tutti gli elementi che abbiamo annotato. Tutto dipende dal tipo di produzione musicale: ad esempio se sei un dj potresti fare a meno dei microfoni e degli strumenti musicali; al contrario, se hai una band potresti fare a meno dei VSTi e viceversa. Come al solito, tutto dipende dal tipo di approccio che abbiamo in sede di registrazione, ma ci sembrava doveroso dare un quadro generale complessivo per permettervi di scegliere sul tipo di setup che più si addice al tipo di mix. Nei prossimi articoli continueremo a guidarvi su come creare uno studio di registrazione in casa.

Vi aspettiamo alla prossima puntata della guida all’Home Recording. Buona musica!

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Federiscores è una società di servizi musicali realizzata da musicisti per musicisti.

In questo blog troverete guide sulla musica, articoli didattici, curiosità e recensioni di prodotti musicali.

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